Pubblichiamo un articolo di Corriere Salute sul pianto dei neonati: la reazione del cervello umano al pianto di un lattante arriva nel tempo di un battito di ciglia (anche in chi non ha figli). Per leggere l’intero articolo, clicca qui.
Lo stesso studio ha anche evidenziato come il pianto di un bambino accelerasse e migliorasse le azioni umane (la prova era stata fatta usando dei videogame che richiedevano velocità, destrezza e abilità), mentre un identico risultato non si otteneva se il disturbo sonoro era causato dal suono di un adulto in lacrime o dal canto acuto di un uccellino. Non a caso, secondo gli scienziati inglesi, proprio l’analisi di come il cervello di una persona senza particolari patologie risponda agli stimoli scatenati dal pianto di un bambino potrebbe servire a far luce sulla depressione post-partum, che colpisce un sempre più elevato numero di donne.
La ricerca Studio sull’effetto del COVID-19 sul benessere delle donne dopo il parto promossa della Sapienza Università di Roma si propone di esplorare l’impatto dello stress da COVID-19 sul benessere delle donne nei sei mesi successivi al parto.
Durante la gravidanza e dopo la nascita del bebè può succedere di soffrire di ansia o depressione. Disturbi che, se non trascurati, possono essere risolti. Ma solo chiedendo aiuto. Per il benessere della mamma e del suo bambino.
Intervistata di recente, Alanis Morissette ha confessato di aver sofferto di diversi aborti spontanei e di depressione post-partum. La cantautrice canadese, a 45 anni, è in attesa del terzo figlio, fortemente desiderato.
No, fare un figlio non è una battuta d’arresto. Al contrario, è un’assenza che migliora le competenze e permette di acquisirne di nuove, indispensabili al mercato del lavoro. Alcune aziende, in Italia, lo hanno già capito. Ecco perché conviene, oggi, adottare una nuova cultura del lavoro dalla parte delle mamme